Proteine nobili?
Riportiamo questo articolo del noto studioso di vegetarianesimo Franco Libero Manco.
LA
BUFALA DELLE PROTEINE NOBILI DEL PROF CALABRESE
Franco Libero Manco
Come è
possibile che ancora oggi nel 2013 nutrizionisti televisivi considerano
“nobili” le proteine della carne di animali uccisi ed in via di
putrefazione? Ieri 31 luglio il prof. Giorgio Calabrese verso le 14,00 su Rai
2, esaltava la proteine animali evidenziando il loro contenuto di aminoacidi
necessari a costruire le proteine di cui il nostro organismo ha bisogno.
Ad ogni sua
apparizione televisiva, quando parla di alimentazione vegetariana, si
“preoccupa” di avvisare i vegani del pericolo che corre la loro
salute, mentre i vegetariani si salvano attingendo a latticini e uova, dove
appunto trovano le famigerate nobili proteine.
Come è
possibile che non si renda conto dal danno che fa alla popolazione che spinge
in questo modo a consumare carne e derivati animali che sono i massimi
responsabili delle peggiore patologie moderne? Come è possibile che la
televisione di Stato consenta affermazioni che si traducono in enormi danni per
la popolazione? Come è possibile che l’esimio professore non si renda
conto che tutti gli animali erbivori e fruttariani traggono dalle piante le
proteine di cui hanno bisogno? Da dove traggono questi le cosiddette proteine
nobili per costruire le loro possenti masse muscolari, come il cavallo, la
mucca, il toro, il rinoceronte, l’elefante, il gorilla ecc.? Come è
possibile che ignori la realtà dell’eccellente salute dei vegani?
Io a 65 anni,
vegan da 25, sfido il prof. Calabrese a voler confrontare i nostri esami
clinici ed ematologici. Lo sfido ad una gara di forza o di resistenza. Lo sfido
a mostrare i benefici dei suoi pazienti e a confrontarli con i benefici
dell’esercito dei vegani che sbalordiscono per l’eccellente salute
recuperata dopo aver adottato tale dieta e tale sistema di vita. Sono i
risultati quelli che contano, il resto è fumo negli occhi.
Certo i
nutrizionisti al servizio dei media sono costretti a dare le informazioni che
impongono i dirigenti, e le lobby, del prodotto da smerciare, che coincidono
con i desideri di quella parte di popolazione, poco informata e poco
responsabile, che vuole avere buone notizie sulla sua cattiva condotta.
Ma non è
onesto esaltare le peculiarità degli aminoacidi essenziali (tra l’altro
presenti nel mondo vegetale) tacendo sui 99 effetti negativi dei prodotti dalla
carne. Il fatto che il singolo elemento vegetale sia carente di qualche
aminoacido essenziale non è affatto un difetto, ma una caratteristica
eccellente; la natura in questo fa capire che è necessario attingere a più
prodotti e non vivere di pasti monotrofici.
Come mai il
professore quando invita la gente a consumare latte e formaggio per il loro
contenuto di calcio non avvisa dei probabili effetti negativi di questi prodotti?
E non dice che il calcio migliore si trova nel mondo vegetale, senza gli
effetti collaterali dei latticini? Come mai quando invita a consumare il pesce
per i suoi omega 3 non informa che di omega 3 è ricco il mondo vegetale, senza
incorrere ai danni dei grassi saturi, colesterolo, acidi urici, mercurio,
piombo, cadmio, zinco e inquinanti di scarichi industriali di cui spesso sono
carichi i pesci e si limita, come per la carne, ad evidenziare solo
quell’unico aspetto positivo, tacendo su tutti gli altri negativi e
dannosi?
Come mai il prof va
contro la tendenza della corrente scientifica dei più accreditati scienziati a
livello mondiale in fatto di nutrizione che raccomandano non la limitazione ma
l’esclusione nella dieta della carne e dei derivati animali?
Io sono
sicuro, quando l’esimio professore deciderà di collocarsi in pensione, la
civiltà, l’intelligenza, gli animali e la salute delle persone gliene
saranno enormemente grati.
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