L'articolo di Giugno
L'uomo è essenzialmente uno spirito che
utilizza vari strumenti - i "corpi" - per la propria evoluzione. Ne
consegue che gli scopi da perseguire e le scelte da fare durante la vita dovrebbero
essere adottati tenendo conto di questa realtà. Quando l'individuo si rende
conto attraverso gli studi, o sente comunque dentro di sé la spinta a qualcosa
di superiore, ogni sua azione e pensiero iniziano a rivolgersi in questa
direzione; ma qui sorge facilmente il problema: tutta l'esperienza della quale
egli è cosciente è legata al fisico, e di conseguenza le considerazioni fisiche
tendono a prendere il sopravvento. Queste considerazioni hanno caratteristiche
di per sé egoistiche, e rischiamo di trovarci di fronte ad un "imbroglio"
che facciamo a noi stessi.
L'egoismo sembra perciò il metro di
giudizio e di discrimine fra ciò che avvicina o allontana dallo spirito, ma non
sempre è agevole fare questa distinzione. Ci si dice che il servizio è il mezzo
migliore, perciò ci diamo da fare impegnandoci nell'aiutare gli altri; ma,
quali sono le aspettative che mettiamo nell'aiutare? Ci aspettiamo delle
"retribuzioni" in termini di soddisfazioni, gratitudine o
ammirazione? In questo caso il piatto della bilancia che stiamo caricando è
quello dell'egoismo. Abbracciamo con convinzione una teoria, un insegnamento o
una dottrina che ci affascina e mettiamo tutta la nostra energia al suo servizio
per farla conoscere a più persone possibile; ma siamo sicuri che non cerchiamo
di soddisfare una nostra esigenza di sicurezza e ricerca di avere ragione?
Anche in questo caso stiamo caricando su quello stesso piatto della bilancia.
Se siamo davvero bravi e attenti
possiamo cercare di superare questi aspetti, nel limite del possibile,
rendendoci conto che alla parola "servizio" va aggiunto l'aggettivo
"disinteressato"; non per disprezzare il "servizio
interessato", anch'esso utile, ma per fare una lavoro che abbia anche un
risultato di tipo spirituale. Ed ecco l'ultimo scoglio: cerchiamo un risultato
spirituale? E non è anch'esso uno scopo egoistico?
Ma allora non c'è scampo! Vediamo che cosa dice Max Heindel: "In
ciascuno di noi vi sono due anime distinte e fino a quando non abbiamo ancora
alte aspirazioni, la nostra natura spirituale più elevata è ancora sopita,
mentre l'io personale, quello di questo mondo, governa incontestato ogni nostra
azione. Conosciamo perciò la pace e la serenità, ma tosto che la nostra natura
spirituale si risveglia, ecco che comincia la guerra. La lotta si intensifica
fino al giorno in cui, alla fine, la personalità soccomberà e conosceremo la 'pace
che supera ogni intendimento'. Lo scrivente ha sentito, e sente sempre più
veemente, via via che i giorni passano, questa contraddizione fra i suoi
insegnamenti e le sue azioni … Tuttavia, sebbene non si dia l'aria di un santo,
stima di non ingannare nessuno e di non comportarsi come un ipocrita … Seguendo
l'esempio di San Paolo continuiamo dunque a ricercare la gloria spirituale
'perseverando con pazienza nel bene'". (Lett.agli Stud. n.69).
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