L'articolo di Marzo 2013


La grande novità, che sembra sconvolgere e creare dibattito all'interno della Chiesa Cattolica, è rappresentata dalle dimissioni del Papa. Cosa per molti inaudita e quasi rivoluzionaria. Il disorientamento principale è dovuto probabilmente, non tanto alla caduta di certezze secolari (occorre risalire di secoli addietro per trovare un precedente, sia pure con motivazioni differenti), ma alla dissacrazione della figura che dava sicurezza ai fedeli. Tanto è vero che sono ormai luoghi comuni proverbi quali "morto un papa, se ne fa un altro", oppure "una volta ogni morte di papa". La funzione (sacra) era sempre stata superiore alla persona (umana): se l'uomo diventa non più strumento dello Spirito, ma fa dipendere da sé lo Spirito, cade la sacralità della funzione.
Ma chiediamoci: siamo proprio sicuri che fosse questo l'intendimento che Gesù aveva, e che fosse questo tipo di sicurezza che i Vangeli indicavano? Ricordiamo che nei racconti della Passione, viene riportato lo "strappo del velo del tempio" alla morte di Gesù sulla croce. Sappiamo che lo scopo di quel velo era di impedire l'accesso al Sancta Sanctorum di chiunque non fosse il Grande Sacerdote, unico a poter fare da intermediario fra Dio e il popolo. "Strappare il velo" vuole allora significare che con la  morte di Gesù il velo non doveva più formare questa distinzione, che tutti potevano, da allora in poi, accedere al Sancta Sanctorum, cioè essere alla presenza (interiore) di Dio, senza bisogno che nessun sacerdote fungesse da intermediario. Ecco, allora, che il disorientamento di molti cattolici può indicare la caduta di una certezza fondata su una autorità esteriore - ma che Gesù abolì con la Sua morte - e la conseguente necessità della ricerca di un'autorità sostitutiva. E quale può essere questa autorità sostitutiva? Il Vangelo stesso ce lo indica con le parole citate: basta intermediari, ma accesso diretto e individuale alla Divinità, che diventa perciò Divinità Interiore.
Non più un Primato del Papa, ma il Primato dello Spirito: la ricerca interiore.
Questa autorità non può dimettersi, anzi, deve lavorare sempre di più proprio quando quella esteriore le cede il passo. E la sua ricerca trova fondamento e energia nel sacrificio che annualmente il Cristo compie per farla maturare; possiamo essere certi che il Cristo non si dimetterà, perché Lui stesso ce lo ha detto: "Sarò con voi fino alla fine del mondo" (Mt. 28,20).
Mentre si avvicina la stagione della Pasqua, cogliamo anche questo evento delle dimissioni del Papa come un segno dei tempi: un segno che ci indica un cammino nuovo, che necessita di ulteriori sforzi personali per risvegliare la Divinità interiore che vuole divenire la vera sicurezza del nostro progresso.

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