L'Uomo e lo Spazio

Il 20 luglio 1969 l'Apollo 11 portò i primi uomini a compiere "il grande passo per l'umanità": cioè a poggiare i piedi sul nostro satellite naturale: sulla polvere della Luna.
Certamente è stata una grande impresa, di coraggio, di costanza, di conoscenza, anche se non ha dato seguito (almeno finora) ad altre maggiori o simili imprese. Ha però mostrato all'uomo le sue potenzialità, che troppo spesso egli preferisce dimenticare per gettarsi in una vita priva di obiettivi e piena di cose inutili e puerili.
Non vogliamo perciò minimizzare quell'impresa; ma in questa sede l'accento va posto sul lato nascosto e meno considerato della cosa: davvero l'uomo con queste modalità "viaggia nello spazio", "oltre la Terra"?
Analizziamo la situazione: per "uscire" dall'atmosfera egli deve portarsene dietro una parte, una piccola riserva; deve inoltre portare con sé bevande ed alimenti, sostanze inevitabilmente terrestri; si porta dietro, anzi viene trasportato, anche da una parte del pianeta d'origine stesso: la navicella su cui viaggia, e viene sospinto da una energia sempre di origine terrestre. Infine atterra, pardon: "alluna", sulla superficie "fisica" del globo che è in orbita attorno al pianeta.
Non sembra si possa precisamente parlare di viaggio nello spazio; piuttosto di spostarsi portandosi dietro un campione dello stesso spazio che si occupa sulla Terra.
Con la tecnologia materiale non si può in realtà "uscire" dal pianeta, non si può "viaggiare" nello spazio, cioè in quell'altra dimensione che non è terrestre. L'unico vero strumento che può permettere all'uomo di scoprire la grandezza che è in lui è l'uomo stesso: è affinare, sviluppare e lavorare per maturare le proprie facoltà interiori, che sono di origine spirituale, come spirituale è l'uomo vero. Allora non atterrerà più sulla inerte polvere lunare, ma potrà andare verso l'origine della vita e della luce.
Per farlo però deve credere in se stesso, deve sapere che dentro di sé esiste una Fonte che lo rende davvero grande; allora anche ricordare le imprese eroiche, seppure ristrette alla piccola dimensione materiale, può dargli la forza per dirigersi nella vera ricerca, quella ricerca che da sempre ha reso grandi alcuni uomini, anche quando la tecnologia ancora non esisteva.
Ricordiamocene quando, il 20 luglio 2009, renderemo giustamente omaggio a questa grande impresa "spaziale" festeggiandone il 40.mo anniversario.

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