Pandemia: c'è una "colpa"?

Dopo la Mucca Pazza e l'Aviara - per citare le più note al grande pubblico - ora è il turno dell'Influenza Suina a minacciare una pandemia, ossia una malattia diffusa su tutto il pianeta. E' possibile non rendersi conto che tutte queste cose sono fra loro collegate? E' possibile non cercare minimamente di prendere, come si suol dire, "il toro per le corna"?
E' chiaro che il collegamento è l'alimentazione umana. E lo sfruttamento di risorse e gli interessi che essa comporta. Di certo una alimentazione "sana" non produrrebbe questi risultati. E per sana intendiamo una filiera produttiva che si basi sul rispetto delle leggi di natura - anziché le violenze alla natura ispirate da interessi di tipo predatorio.
Ma il collegamento principale consiste nel tipo di alimentazione: l'alimentazione carnea. Gli scienziati e medici più avanzati ormai lo esprimono in modo chiaro ed eloquente, dal prof. Umberto Veronesi al prof. Ignazio Marino, che si dichiarano entrambi vegetariani, o preferibilmente vegetariani.
Se aspettiamo che siano le grandi multinazionali della nutrizione o le case farmaceutiche a consigliarci una alimentazione sana, malattie e pandemie, probabilmente, continueranno ancora a lungo.
Sta a noi, invece, cercare la soluzione. Impedire che nella nostra vita entrino le conseguenze che il non rispetto della vita altrui, compresa quella animale, inevitabilmente crea.
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