Simone Weil, la mistica cristiana

Giusto un secolo fa nasceva una delle più acute e penetranti pensatrici del secolo scorso, Simone Weil. Inizialmente dichiaratamente atea, e per amore del popolo iscritta e attiva nel partito comunista, ad un certo punto della sua brevissima vita ricevette, come lei stessa affermò, il contatto con Cristo: "Cristo è disceso e mi ha preso", che la seguì per tutto il resto della sua esistenza.
Simone si riteneva cristiana, ma non cattolica, rifiutando il battesimo e contestando la Chiesa Cattolica, poiché vedeva in questa una struttura che era fatalmente destinata a perdere di vista i fondamenti stessi del Cristianesimo.
Da questo punto di vista appare straordinaria la sua analisi se confrontata con le idee del Cristianesimo esoterico, e cioè del Rosacrocianesimo: non sono tanto le ritualità a salvare, ma l'universalità che il cattolicesimo (che pure cattolico significa) tradisce nei fatti.
Per ricordarla riportiamo due suoi brani:
"Quelli che posseggono allo stato puro l'amore per il prossimo e l'accettazione dell'ordine del mondo, compresa la sventura, costoro sono tutti sicuramente salvati, anche se vivono e muoiono in apparenza atei".
Il secondo brano è talmente vicino alla nostra Filosofia, che potrebbe figurare in un testo Rosacrociano:
"Ogniqualvolta un uomo ha invocato con cuore puro Osiride, Dioniso, Krshna, Buddha, il Tao, ecc., il figlio di Dio ha risposto inviandogli lo Spirito Santo. E lo Spirito ha agito sulla sua anima, non inducendolo ad abbandonare la sua tradizione religiosa, ma dandogli luce - e nel migliore dei casi la pienezza della luce - all'interno di tale tradizione".

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